cucciolo spaventato

Il cucciolo che non voleva essere visto

Il cucciolo è appena arrivato a casa.

Non conosce ancora la sua nuova famiglia.

Ha paura delle persone.

Non è abituato alla loro presenze.

Non è abituato al contatto.

Finora è stato manipolato in maniera maldestra.

E’ un cucciolo che ha bisogno dei suoi tempi, dei suoi spazi, di essere compreso, tutelato, di sentirsi rassicurato e protetto.

E’ un cucciolo impaurito e disorientato, catapultato all’improvviso in una nuova situazione, che ha bisogna di una figura di riferimento di cui potersi fidare e a cui affidarsi per intraprendere il proprio graduale percorso di autonomia.

Una persona al suo fianco che gli dia sicurezza, perché la sicurezza favorisce la conoscenza, l’apprendimento e l’esplorazione.

Una persona empatica, sensibile, paziente, accogliente ma non invadente, protettiva ma non morbosa, capace di attrarre ma capace anche di dare autonomia e autoefficacia, divertente e rassicurante.

Una persona che non pensi subito alle regole e alle limitazioni, che non si lamenti per le difficoltà del cane, che non pretenda da lui cose che non è in grado di fare, che non abbia fretta.

Una persona che sappia abbandonare le proprie aspettative per osservare il mondo con gli occhi spaventati di quel piccolo cane.

In qualunque condizione si possa trovare il cane, la prima cosa da fare è costruire una relazione di fiducia con lui, perché senza quella non c’è possibilità di passare agli step successivi.

Approccio, modi, tempi dipendono dal cane e il rispetto di questi è una cosa da cui non si può prescindere.

La costruzione di una relazione è un percorso in itinere che cresce, si trasforma, si evolve, matura e si consolida giorno per giorno, ma un ruolo fondamentale c’è l’ha ovviamente il primo incontro, le prime fasi del rapporto.

Dicono che i rapporti si possano recuperare, a volte forse si altre no, ma iniziare facendo le cose nel migliore dei modi è sicuramente la soluzione migliore, perché prime impressioni, traumi e convinzioni non scompaiono mai del tutto.

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Paolo Francesconi

Paolo Francesconi

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